IRPEF 2026: nuove aliquote e riduzione al 33% del secondo scaglione

La Legge di Bilancio 2026 riduce l’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro: ecco cosa cambia per dipendenti, professionisti e imprese.

In breve

  • Riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33%
  • Conferma delle 3 aliquote IRPEF
  • Beneficio fino a circa 440 euro annui
  • Taglio di 440 euro alle detrazioni oltre 200.000 €
  • Impatto diverso per dipendenti, professionisti e società

La novità normativa. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) interviene sull’articolo 11 del TUIR modificando la seconda aliquota IRPEF. Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota applicata al secondo scaglione di reddito passa dal 35% al 33%, con una riduzione di due punti percentuali. La struttura a tre scaglioni, già introdotta nel 2025, viene quindi confermata, ma con un alleggerimento del carico fiscale per i redditi medi. Parallelamente, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, è prevista una riduzione di 440 euro sulle detrazioni al 19%, con esclusione delle spese sanitarie. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere il potere di acquisto e semplificare il sistema fiscale

Le tre aliquote IRPEF 2026. Dal 2026 le aliquote IRPEF sono così strutturate:

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro
  • 33% per redditi da 28.001 a 50.000 euro
  • 43% per redditi oltre 50.000 euro

Il sistema resta progressivo: ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che ricade nello scaglione corrispondente.

Cosa cambia per dipendenti, pensionati, professionisti e imprese? L’impatto della novità normativa è diverso per ogni categoria di percettore di reddito:

  • Dipendenti e pensionati, la modifica è automatica. L’aliquota viene applicata direttamente dal sostituto d’imposta in busta paga. Il contribuente non deve fare nulla: il conguaglio viene poi effettuato nel 730 o nella dichiarazione dei redditi.
  • Amministratori di società: il meccanismo è analogo a quello dei dipendenti e la tassazione IRPEF viene applicata alla fonte.
  • Professionisti e imprese individuali: sono interessati dalla modifica solo se si trovano in regime ordinario. Non sono toccati i contribuenti in regime forfettario, poiché soggetti a imposta sostitutiva.
  • Associazioni professionali e società di persone (SNC e SAS): sono interessate in quanto soggette a tassazione IRPEF per trasparenza. Il reddito viene imputato ai soci e tassato con le nuove aliquote.
  • Società di capitali: non sono invece interessate le società di capitali (SRL, SPA), che continuano a essere tassate con IRES al 24%.

Esempio pratico. Prendiamo un reddito imponibile di 35.000 euro.

Nel 2025 (aliquota 35%)

  • 28.000 € × 23% = 6.440 €
  • 7.000 € × 35% = 2.450 €
  • Totale IRPEF lorda = 8.890 €

Dal 2026 (aliquota 33%)

  • 28.000 € × 23% = 6.440 €
  • 7.000 € × 33% = 2.310 €
  • Totale IRPEF lorda = 8.750 €

Risparmio annuo: 140 euro. Il beneficio aumenta progressivamente fino a circa 440 euro per redditi intorno ai 50.000 euro.

Conclusioni. La riduzione dell’aliquota IRPEF al 33% rappresenta un intervento mirato sui redditi medio-bassi. Per dipendenti e pensionati l’effetto sarà automatico e graduale. Per professionisti e imprese in regime ordinario può invece rappresentare un elemento da valutare nella pianificazione fiscale. In un contesto di pressione fiscale elevata, ogni punto percentuale può incidere sulla liquidità disponibile e sulle scelte organizzative. Una corretta analisi della propria posizione fiscale resta fondamentale per comprendere il reale beneficio della riforma IRPEF 2026.

Hai bisogno di una consulenza su misura?

Lo Studio Mazzi & Partners può fornirti risposte a qualsiasi quesito o problema, in tempi rapidi e con la massima serietà e professionalità, garantite da oltre 40 anni di esperienza nel settore. Chiamaci o scrivici, potremo fissare un incontro nei nostri uffici, oppure una telefonata anche via Skype, senza impegno. I nostri uffici sono a Firenze, in Via G. La Pira 21, siamo aperti dal Lunedì al Venerdì, dalle 9 alle 17.