Iperammortamento 2026: nuove regole e 5 comunicazioni obbligatorie

Nuove regole operative per ottenere l’agevolazione fiscale sugli investimenti tecnologici delle imprese.

In breve

  • L’iperammortamento 2026 incentiva investimenti tecnologici e digitali.
  • La bozza del decreto attuativo introduce 5 comunicazioni obbligatorie al GSE.
  • L’agevolazione riguarda imprese e società, non i professionisti individuali.
  • Eliminato il vecchio vincolo dei beni prodotti solo in UE.
  • Restano ancora alcuni chiarimenti attesi dal MIMIT.

Iperammortamento 2026: più incentivi, ma anche più adempimenti. Dopo mesi di attesa, stanno emergendo le prime regole operative del nuovo iperammortamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026. La novità più importante riguarda la procedura: per ottenere il beneficio fiscale non basterà acquistare il bene e interconnetterlo, ma saranno necessarie fino a 5 comunicazioni al GSE. Si tratta di un passaggio molto rilevante per imprese, SRL e STP che stanno programmando investimenti in tecnologia, digitalizzazione ed efficientamento energetico.

Come funziona l’iperammortamento? L’agevolazione consente di aumentare fiscalmente il costo dei beni acquistati, incrementando così le quote di ammortamento deducibili negli anni successivi. Le maggiorazioni previste dalla Manovra 2026 sono:

  • +180% fino a 2,5 milioni di euro;
  • +100% fino a 10 milioni;
  • +50% fino a 20 milioni.

Un chiarimento importante arrivato nelle ultime settimane riguarda proprio il limite massimo: il plafond di 20 milioni si applica a ciascun anno e non all’intero triennio 2026-2028.

Quali investimenti possono accedere al beneficio? L’iperammortamento riguarda principalmente beni materiali e immateriali 4.0, software avanzati e investimenti collegati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Il requisito centrale resta l’interconnessione del bene al sistema aziendale. Una novità molto positiva riguarda invece l’eliminazione del vincolo territoriale: inizialmente il beneficio era limitato ai beni prodotti in UE o SEE, ma il decreto fiscale di marzo ha eliminato questo requisito con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026.

Attenzione: il beneficio non è per tutti. Come avevamo già spiegato nel nostro precedente approfondimento sull’iperammortamento 2026 (vedi l’articolo Iperammortamento Manovra 2026: incentivi agli investimenti riservati alle imprese del 7 Gennaio 2026), la misura è riservata ai soggetti che producono reddito d’impresa. Questo significa che SRL e STP societarie possono accedere pienamente all’agevolazione, mentre i professionisti individuali restano generalmente esclusi. È un tema particolarmente importante anche per studi medici e odontoiatrici che stanno valutando investimenti tecnologici rilevanti.

Le 5 nuove comunicazioni obbligatorie al GSE. Secondo la bozza del decreto attuativo del MIMIT, la procedura si articolerà in diverse fasi. L’impresa dovrà prima inviare una comunicazione preventiva con i dati dell’investimento, poi una conferma dopo il pagamento di almeno il 20% del costo del bene e infine una comunicazione di completamento, corredata da perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. A queste si aggiungeranno due comunicazioni annuali di monitoraggio, pensate per controllare nel tempo l’utilizzo dell’agevolazione. La bozza del decreto prevede inoltre che il beneficio fiscale decorra soltanto dopo l’invio della comunicazione finale al GSE.

Cosa manca ancora da chiarire. Nonostante i primi chiarimenti, restano ancora alcuni aspetti aperti, soprattutto sui software cloud, sui beni immateriali e sul coordinamento con il precedente credito d’imposta 4.0. Si attende quindi la pubblicazione definitiva del decreto attuativo del MIMIT per comprendere in modo completo modalità operative e documentazione richiesta.

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