STP, SRL medica-odontoiatrica o professionista individuale?

Per medici e odontoiatri, la scelta della struttura non è solo una questione fiscale: può incidere su immobili, investimenti, agevolazioni e sulla crescita futura dello studio.

In breve

  • Professionista individuale e associazione professionale seguono ancora le regole del reddito di lavoro autonomo.
  • Le SRL e le STP in forma societaria producono invece reddito d’impresa, con effetti molto diversi sugli investimenti e sugli immobili.
  • Le nuove regole sulle STP hanno reso più flessibile l’ingresso di soci non professionisti.
  • Alcune agevolazioni fiscali sono oggi accessibili alle SRL e alle STP, ma non ai professionisti individuali.
  • La scelta della struttura può incidere anche sul concordato preventivo biennale, sul forfettario e sull’ENPAM.

Professionista individuale: la struttura più semplice, ma non sempre la più efficiente. Il professionista individuale rappresenta ancora oggi la forma più diffusa tra i medici e gli odontoiatri. Si tratta di una struttura semplice, con costi amministrativi contenuti e gestione immediata dell’attività. Per molti professionisti, questa soluzione continua a essere perfettamente adeguata, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività o in presenza di studi di dimensioni ridotte. Tuttavia, quando lo studio cresce, aumentano collaboratori, investimenti e complessità organizzativa, iniziano ad emergere alcuni limiti strutturali.

Il professionista individuale resta infatti soggetto alle regole del reddito di lavoro autonomo, con una disciplina fiscale molto diversa da quella delle società che producono reddito d’impresa. Questo aspetto diventa particolarmente rilevante in presenza di investimenti tecnologici importanti, sempre più frequenti negli studi medici e odontoiatrici moderni: TAC, scanner intraorali, software avanzati, sistemi digitali, attrezzature 4.0 e strumenti diagnostici avanzati. Come abbiamo approfondito nel nostro articolo dedicato all’iperammortamento 2026 (vedi anche Iperammortamento 2026: nuove regole e 5 comunicazioni obbligatorie del 7 maggio 2026), molte agevolazioni fiscali risultano oggi riservate ai soggetti che producono reddito d’impresa, con esclusione generale dei professionisti individuali.

Anche il tema immobiliare può generare differenze molto significative. Nel nostro approfondimento sugli immobili professionali (vedi anche STP favorite sugli immobili: ammortamenti deducibili, professionisti no del 29 aprile 2026) abbiamo evidenziato come, per i professionisti individuali e le associazioni professionali, gli ammortamenti degli immobili acquistati restino generalmente indeducibili, mentre il trattamento fiscale cambia radicalmente nelle STP societarie.

Associazione professionale: la struttura storica degli studi sanitari. Per molti anni l’associazione professionale ha rappresentato il modello tipico degli studi medici e odontoiatrici strutturati. La logica era semplice: condividere spese, personale, organizzazione e clientela mantenendo però il regime fiscale del lavoro autonomo. Ancora oggi questa soluzione viene utilizzata da numerosi studi sanitari, soprattutto in presenza di più professionisti che collaborano stabilmente. Tuttavia, negli ultimi anni stanno emergendo alcuni limiti operativi e fiscali sempre più evidenti.

Uno dei temi più delicati riguarda il concordato preventivo biennale (vedi anche Concordato preventivo biennale e STP: un altro motivo per scegliere la società tra professionisti del 13 giugno 2026). Nel nostro recente approfondimento dedicato a STP e concordato preventivo biennale abbiamo evidenziato come, nelle associazioni professionali, la scelta di aderire o meno al concordato possa incidere anche sulla posizione dei singoli associati. Questo significa che le esigenze fiscali dei singoli professionisti possono entrare in conflitto tra loro. In uno studio associato, infatti, un medico o un odontoiatra potrebbe ritenere conveniente aderire al concordato, mentre altri associati potrebbero avere esigenze completamente diverse. La struttura associativa tradizionale rischia quindi di risultare meno flessibile rispetto alle nuove esigenze organizzative degli studi professionali moderni.

STP: il modello che sta cambiando gli studi medici e odontoiatrici. Negli ultimi anni, la Società tra Professionisti è diventata uno degli strumenti più interessanti per medici e odontoiatri che desiderano strutturare lo studio in modo più avanzato. La STP non rappresenta soltanto una “società per professionisti”, ma un vero modello organizzativo capace di combinare attività sanitaria, organizzazione imprenditoriale e maggiore flessibilità gestionale.

Molti studi medici e odontoiatrici stanno valutando la trasformazione in STP non soltanto per motivi fiscali, ma anche per:

  • crescita dello studio;
  • ingresso di nuovi soci;
  • protezione patrimoniale;
  • gestione degli investimenti;
  • pianificazione del passaggio generazionale;
  • sviluppo di strutture multidisciplinari.

Negli ultimi mesi, inoltre, diverse novità normative hanno reso la STP ancora più interessante.

Le nuove regole sulle STP hanno aumentato la flessibilità. Uno dei cambiamenti più importanti riguarda la cosiddetta “doppia maggioranza”. Come abbiamo approfondito nel nostro articolo dedicato alle nuove regole STP (vedi anche Nuove regole STP: non serve più la doppia maggioranza per teste e per quote del 22 dicembre 2025), la Legge Concorrenza 2025 ha eliminato l’obbligo di mantenere contemporaneamente la maggioranza sia per quote sia per teste dei soci professionisti. Si tratta di una modifica molto rilevante soprattutto per studi medici e odontoiatrici che vogliono:

  • coinvolgere familiari;
  • aprire il capitale a soci non professionisti;
  • strutturare governance più moderne;
  • facilitare il ricambio generazionale.

La STP diventa quindi uno strumento molto più flessibile rispetto al passato, senza perdere la prevalenza professionale richiesta dalla normativa sanitaria.

STP e regime forfettario: attenzione al controllo societario. Uno dei temi più discussi è la compatibilità tra STP e il regime forfettario. Molti medici e odontoiatri ritengono erroneamente che l’ingresso in una STP comporti automaticamente la perdita del regime forfettario. In realtà il tema è più articolato.

Come abbiamo spiegato nel nostro approfondimento dedicato ai soci STP e regime forfettario (vedi anche Società tra Professionisti (STP) e regime forfettario per i soci del 17 aprile 2026), la compatibilità dipende soprattutto dalla presenza o meno di un controllo diretto o indiretto sulla società.

La valutazione deve quindi essere effettuata caso per caso, considerando:

  • quote detenute;
  • diritti di voto;
  • assetti di governance;
  • rapporti economici tra socio e società.

Anche in questo caso emerge che la progettazione della struttura societaria è oggi un elemento centrale per medici e odontoiatri.

SRL medica-odontoiatrica tradizionale: quando può avere senso. Accanto alle STP, continua naturalmente a esistere anche la SRL medica-odontoiatrica tradizionale. Si tratta di una struttura che mantiene una logica più imprenditoriale e commerciale rispetto alla STP e che può risultare adeguata in presenza di organizzazioni molto strutturate o orientate ad investimenti importanti. In questo contesto assume particolare rilevanza anche il tema dell’ENPAM. Nel nostro approfondimento dedicato alle società odontoiatriche (vedi anche Società odontoiatriche: entro il 30 settembre versamento ENPAM dello 0,5% del fatturato del 17.09.2025) abbiamo evidenziato che le società odontoiatriche tradizionali sono generalmente soggette al contributo ENPAM dello 0,5% sul fatturato odontoiatrico, mentre le STP sono disciplinate in modo diverso. Anche questo elemento deve quindi essere attentamente considerato nella scelta della struttura societaria più efficiente.

Non esiste una struttura giusta per tutti. Non esiste una soluzione valida per tutti gli studi medici e odontoiatrici. La scelta tra professionista individuale, associazione professionale, STP o SRL medica-odontoiatrica dipende da numerosi fattori:

  • dimensione dello studio;
  • numero dei soci;
  • investimenti programmati;
  • presenza di immobili;
  • obiettivi di crescita;
  • pianificazione previdenziale;
  • passaggio generazionale;
  • protezione patrimoniale;
  • organizzazione futura dello studio.

Proprio per questo motivo è importante evitare soluzioni standardizzate o strutture nate anni fa ma mai più rivalutate nel tempo.

Conclusioni. Negli ultimi anni il settore sanitario professionale è cambiato profondamente. Oggi la struttura giuridica dello studio non è più soltanto una scelta formale o fiscale, ma uno strumento strategico che può incidere direttamente sugli investimenti, sulla crescita, sull’organizzazione e sulla sostenibilità futura dello studio medico o odontoiatrico. Molti professionisti continuano ancora ad utilizzare strutture nate in un contesto completamente diverso da quello attuale, senza verificare se siano davvero ancora efficienti. La scelta tra professionista individuale, associazione professionale, STP o SRL odontoiatrica dovrebbe invece essere affrontata con una visione moderna, considerando non soltanto la fiscalità immediata, ma anche gli obiettivi futuri dello studio e dei suoi soci.

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